Tra fine ‘400 e inizio ‘500 il bulbo del crocus sativus è giunto a Navelli. Come ciò sia avvenuto si perde nella leggenda ma con certezza si è acclimatato ottimamente sulle terre dell’altopiano dove la sua coltivazione ha garantito per secoli lavoro ai contadini e agiatezza ai proprietari. Lo zafferano, la preziosa spezia che se ne ricava, era ricercata e apprezzata sulle tavole rinascimentali in tutta Europa. Così le famiglie in vista hanno avviato un prospero commercio verso il Nord investendo parte dei proventi per richiamare in paese artisti e architetti. Lo testimoniano residenze private ed edifici religiosi disseminati nel paese che, in alcuni casi, contengono veri gioielli, non ancora studiati come meriterebbero: tra questi gli affreschi di Sant’Egidio a Civitarenga, l’affresco con Madonna in trono nella Chiesetta di San Rocco e una pala nella Chiesa di San Sebastiano, in cui si riconosce la figura di San Carlo Borromeo. Quest’ultima immagine conferma sia i contatti intercorsi tra Navelli e l’area lombarda sia l’antica origine navellese del famoso risotto alla milanese, il cui ingrediente principale è senza dubbio lo zafferano DOP dell’Aquila, coltivato sull’altopiano di Navelli.

Per le visite guidate
Pro Loco di Navelli
Via del Municipio, 31
67020 Navelli (AQ)
www.prolocodinavelli.it
info@prolocodinavelli.it
Tel. / Fax + 39 0862 959158
Cell. 3398338833

Condividi

Lascia un commento

Your email address will not be published.Required

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Articolo Precedente

Ti possono interessare anche: