L'Alto Sangro e il turismo di qualità
Intervista Ernesto Paolo Alba, assessore al Turismo del Comune di Pescasseroli
Ernesto Paolo Alba è assessore al Turismo del comune di Pescasseroli, rappresentante di Confindustria, albergatore e profondo conoscitore, per esperienze sia pubbliche che private, del settore turistico.
L’Alto Sangro non è stato colpito dal terremoto a differenza di quanto avvenne nel sisma del 1984. Ma ci sono state comunque delle conseguenze negative in termini di presenze turistiche che hanno coinvolto il territorio. Quali sono le sue considerazioni al riguardo?
La gravità dell’evento sismico che ha colpito la città di L’Aquila e dintorni ha scatenato una massiccia campagna mediatica e informativa che ha coinvolto l’intero territorio abruzzese. I danni dell’evento circoscritti in un’area ben definita della provincia dell’Aquila sono stati amplificati in modo superficiale producendo conseguenze molto negative fino all’annullamento totale delle prenotazioni dalla S. Pasqua ad oggi. Cosa ancor più preoccupante è il sottolineare, da parte dei mezzi d’informazione, il protrarsi dello sciame sismico, evento più che naturale, identificandolo come il terremoto d’Abruzzo e non circoscriverlo all’area che ne viene colpita. Per farla breve il terremoto dell’Aquilano è divenuto il terremoto d’Abruzzo: immaginate se il terremoto dell’Irpinia fosse diventato il terremoto della Campania e quello del Belice della intera Sicilia.
La stagione estiva è ormai imminente e le attese degli albergatori e operatori del settore sono molteplici, anche perché il turismo riveste un ruolo strategico nell’economia abruzzese.
Bisogna far capire a tutti che il rilancio economico dell’Abruzzo, anche a seguito del tragico evento, passa soprattutto dalla filiera turistica. La debacle del settore non porta esclusivamente ad un impoverimento economico degli imprenditori turistici, diventa un problema sociale di grande proporzione, soprattutto nell’Abruzzo interno dove da anni si persegue una politica di salvaguardia ambientale che vede oltre il 30% del territorio urbanisticamente vincolato con la istituzione di Parchi e Riserve naturali. In queste aree l’unica attività possibile è il Turismo, che se viene meno, produce effetti sconvolgenti sia dal punto di vista occupazionale che di tenuta demografica. La “fuga” dalle nostre montagne sarebbe inarrestabile e ci ritroveremmo un territorio incolto e poco protetto, visto che la numerosa presenza dell’uomo nei secoli ha garantito il mantenimento dell’ambiente e la preservazione delle nostre bellezze naturali. In sintesi, si andrebbe ad interrompere un ciclo naturale innescando così un meccanismo incontrovertibile di impoverimento dell’intero Abruzzo.
La montagna abruzzese è una peculiarità da promuovere ulteriormente non soltanto in Italia ma anche all’estero. In quale direzione devono attivarsi le iniziative promozionali al riguardo e quale dovrà essere il ruolo delle istituzioni in questa “strategia comunicativa”?
In generale si deve riuscire ad approfittare di questa campagna mediatica così generalizzata che ha come oggetto l’Abruzzo, che finalmente ormai è conosciuto in tutto il mondo, per lanciare un messaggio forte di ospitalità turistica ad iniziare con il G8 e con i Giochi del Mediterraneo. Riconoscere il territorio dell’Alto Sangro e Parco Nazionale d’Abruzzo come polo turistico permetterebbe di intercettare risorse a livello europeo per infrastrutturare meglio il nostro territorio e produrre un’offerta turistica coesa tra l’ospitalità e i relativi servizi al turista fruibili durante le quattro stagioni. Quindi lavorare su due fronti: uno interno con la redazione di pacchetti turistici e l’altro esterno con una promozione fatta per tempo e soprattutto in quelle regioni italiane e Paesi esteri che manifestano interesse per la nostra terra. Alle Istituzioni il compito di autorizzare la nascita di un sistema turistico del territorio e di organizzare in modo condiviso attività di promozione e di pubblicità dei nostri prodotti turistici. Non va trascurata la necessita di verificare con rigore e scientificità l’efficacia delle azioni promo-pubblicitarie che si intraprendono attraverso il metodo del feed-back con questionari ed interviste da rivolgere essenzialmente agli Ospiti del territorio.
Due motivi che lei sceglierebbe per convincere i turisti a trascorrere una vacanza nella nostra regione e, in particolare, nel comprensorio degli Altipiani e del Parco nazionale d’Abruzzo.
Indicare due soli motivi può essere davvero molto limitativo. L’Abruzzo è tutto bello, è una regione che in un “fazzoletto geografico” offre una molteplicità di occasioni per trascorrere vacanze ideali che spaziano dal mare bello e pulito come testimoniano le numerose bandiere blu ricevute, alla in contaminazione della montagna dove vivono in natura orsi, lupi, cervi, camosci e tante altre specie ormai estinte in quasi tutta Europa. Un altro punto di forza del Turismo del comprensorio degli Altipiani e del Parco Nazionale sono i bacini sciistici con centinaia di kilometri di piste che, tra l’altro, quest’anno compiono un secolo di attività, ponendo al secondo posto in Italia l’Abruzzo come regione dove si pratica lo sci. Non a caso sul comprensorio nel 2012 si terranno i Campionati Mondiali di Sci e anche questa sarà un’occasione formidabile di promozione sia in Italia che all’Estero. Come corollario alle peculiarità delle offerte turistiche vi è da sottolineare il prodotto enogastronomico e la cura delle strutture ricettive che sono, peraltro, di recente costruzione, amorevolmente condotte, curate in tutti i particolari e solitamente a prezzi vantaggiosi rispetto alla media. Ritornando alla domanda chiedo: si può far a meno di due elementi incontaminati come l’acqua e l’aria presenti nel Parco Nazionale d’Abruzzo? Sfidiamo qualsiasi altro territorio a paragonarsi con questa nostra inesauribile ricchezza.