Per un attimo ci siamo sentiti traditi. Traditi da quella natura che per anni abbiamo considerato amica, una risorsa preziosa su cui costruire il futuro del nostro Abruzzo montano. La Natura fatta di montagne splendide, le più alte dell’Appennino, di paesaggi stupendi, di laghi in quota, di “orridi” meravigliosi, di altopiani che richiamano luoghi lontani. Con questa natura avevamo fatto un patto con il quale ci siamo impegnati a proteggerla e salvaguardarla, in cambio ne avremmo ricevuto la possibilità di continuare ad abitarla dando un futuro a noi stessi e ai nostri figli.
In pochi secondi quel patto è sembrato venire meno, quella stessa natura in un attimo ha portato via la nostra possibilità di futuro. Le nostre case, mai tanto amate e odiate allo stesso tempo nel momento in cui ci sono venute addosso, i nostri palazzi, le nostre chiese, le nostre torri, i nostri castelli, i nostri centri storici, non c’erano più e con essi molti di noi non c’erano più.
I primi momenti, i primi giorni, sono stati giorni di dolore, sgomento e rabbia. Nessuna spiegazione era plausibile e anche quando lo era non era sufficiente a darci la forza e l’equilibrio della ragione. La Natura ci ha traditi, ha rotto il patto che avevamo, noi, unilateralmente sottoscritto. Nulla è più uguale, non rimane niente di tutto quello costruito in tanti secoli. La forza dirompente ed esplosiva della natura ha distrutto tutto ciò che non fosse la natura stessa. Anzi perfino la natura ne risulta modificata. Non nei termini che descriveva “l’aquilano” Sallustio: “All’improvviso irrompere dei venti attraverso le cavità della terra, alcuni monti ed alcune colline divennero più bassi”, ma la terra nella città dell’Aquila si è spostata.
Eppure quella Natura da cui ci siamo sentiti traditi rimane la nostra risorsa più preziosa sulla quale ricominciare, ricostruire un futuro insieme. Quante volte ci siamo ripetuti in questi anni che l’Appennino insieme al suo grande patrimonio di biodiversità possiede un rilevante patrimonio storico-culturale frutto dell’insediamento millenario dell’uomo? Di fronte ad un patrimonio storico-culturale fortemente danneggiato, che mette in discussione la stessa socialità nelle aree più colpite dal terremoto, sembra rimanere solo la natura, quella stessa natura da cui ci siamo sentiti traditi e che in realtà ha fatto solo il suo corso naturale. Il terremoto è un fenomeno naturale, nella fretta del nostro vivere quotidiano lo avevamo forse dimenticato. Oggi, più di ieri, quel patto con la Natura deve essere riaffermato per ricostruire insieme il nostro futuro.