La produzione orafa abruzzese di tipo tradizionale è caratterizzata, nei secoli, sia dalla realizzazione di manufatti in filigrana che dalle tecniche della fusione, dello sbalzo e del cesello. Comunque, più che nelle tecniche, si differenzia nei modelli, spesso ispirati al mondo della natura con riferimenti decorativi magico-simbolici ed apotropaici.
Attualmente, presso i centri di Pescocostanzo, Sulmona e Guardiagrele, prevale la lavorazione della filigrana, mentre a Scanno viene preferita la micro-fusione ed è utilizzato anche l’argento.
Gli esemplari tradizionalmente ricorrenti sono: la "cannatora", collana girocollo formata da sfere realizzate in filigrana o stampate a sbalzo; le "ciarcèlle" o le "sciacquajje", orecchini a navicella in lamina traforata, caratteristici di Pescocostanzo e Scanno e la "presentosa", un medaglione a forma di stella contornato da arabeschi in filigrana. Al centro di questo ciondolo figura spesso il motivo del cuore o dei cuori uniti da una mezzaluna, simbolo e promessa di amore e, come tale, dono destinato alle innamorate.
I gioielli scannesi, invece, derivano dagli antichi accessori presenti nell’abbigliamento tradizionale, sia maschile che femminile, come bottoni e fermagli vari.
Infine, sono da segnalare i numerosi amuleti che, soprattutto in passato, venivano riservati alla protezione magica dei bambini; tra le forme ricorrenti figurano la ranocchiella, la chiave, la stella a cinque punte, la mezzaluna, il cuore, il cornetto.
Attualmente, questo tipo di produzione è stata affiancata da una serie di gioielli innovativi che, mutuando i motivi tradizionali, diventano sintesi emblematica di creatività e tecnologia.
La presentosa, un gioiello abruzzese
Ciondolo a forma di stella, diventato famoso per la descrizione che ne fa Gabriele D’Annunzio ne "ll trionfo della morte", la presentosa è indiscutibilmente il gioiello più famoso della tradizione abruzzese.
I luoghi di produzione più antichi sono stati individuati a Guardiagrele e ad Agnone (oggi in territorio molisano), poi a L’Aquila, Sulmona, Pescocostanzo e Scanno. Lungo i sentieri della transumanza, migrazione stagionale che i pastori abruzzesi effettuavano verso sud, questo gioiello giunge anche in alcuni paesi dell’ltalia meridonale, soprattutto nel territorio pugliese del Gargano.
Nella sua forma classica, la presentosa è composta da un telaio (o scafo) di forma stellare, riempito al centro e negli spazi attorno da stilemi in filigrana o in oro laminato semplice. Al centro uno o due cuori, a simboleggiare il nubilato di chi lo indossava, oppure la promessa di un amore corrisposto.
Il nome stesso del gioiello ci ricorda il valore simbolico che aveva: era un “presente”, un “dono” ricevuto dalle giovani donne come pegno d’amore.
Negli anni il motivo classico ha subito molte varianti, legate alla creatività degli orafi, al costume di ogni paese, alle esigenze dei committenti, mantenendo comunque intatto l’originario incanto.