Nei secoli X- XII, successivi alle incursioni dei saraceni, e che videro, l’affermazione, del potere imperiale germanico prima e normanno dopo, assistiamo in tutta la regione ad un progressivo miglioramento delle condizioni di vita in genere, ad una espansione economica e ad un incremento demografico. Il territorio montano, aspro e disabitato, si caratterizza con i profili svettanti di Torri e Castelli (Bectorrita, Poperim, Prezze, Pacentro, Intredacque).
Questi primi fortilizi, furono edificati dai signorotti locali, a difesa delle proprietà fondiarie, di solito inglobando torri più antiche posizionate in punti strategici con finalità di avvistamento e/o difensive (Popoli, Roccacasale, Pacentro, Pettorano) e solo in un secondo tempo vennero utilizzati anche quali residenze familiari (Roccacasale, Pettorano, Pacentro, Anversa). I Castelli sono le emergenze architettoniche medievali che caratterizzano l’aspetto paesaggistico del versante peligno del Morrone: dieci miglia di dorsale scandite dai Castelli di Popoli, di Roccacasale, di Orsa, di Pacentro.
Di questi i meglio conservati per una lettura tipologica, sono quelli di Roccacasale e di Pacentro. Nel corso dell’XI secolo e per tutto il XII, il paesaggio continua a cambiare radicalmente, il territorio assume un aspetto nuovo, appaiono i primi abitati stabili circondati dai lori tenimenti agricoli, i castra: terre murate, cioè fortificate, abitati chiusi, raggruppati in una posizione difensiva e dei quali molto spesso ammiriamo le vestigia, resti di cinta muraria, torrioni, porte urbiche (Pentima, Vittorito, Raiano, Villalago, Scanno, Anversa, Castrovalva, Cocullo, Campo di Giove, Pratola)