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venerdì, 30 Luglio 2010
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Castello Normanno  - Anversa degli Abruzzi
Le vestigia del Castello Normanno dominano l’antico borgo di Anversa. Presidio dei Conti di Sangro sin dal secolo XII, controllava uno degli accessi meridionali alla Conca Peligna lungo l’alta Valle del Sagittario e con il Castello di Orsa costituiva l’allineamento ottico e divideva i territori delle diocesi di Valva e Sulmona.
Di quest’epoca rimane l’alto rudere della Torre d’avvistamento con le integrazioni quattrocentesche nella partitura muraria, mentre la dimora residenziale contigua si deve in gran parte alle ristrutturazioni di Antonio di Sangro e dei Belprato (secoli XV e XVI).
Da piazza Roma si raggiunge salendo la gradinata presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie e passando vicino al Municipio.


Castello dei Conti di Sangro  - Bugnara
La possente struttura del Castello dei Conti di Sangro risale probabilmente alla infeudazione angioina, a cavallo quindi dei secoli XIII e XIV, anche se la documentazione archivista lascia presupporre una preesistenza altomedievale. I resti architettonici più antichi e significativi sono il portale ogivale di accesso e l'edicola di coronamento contenente lo stemma di famiglia scolpito ad alto rilievo, scudo araldico a tre bande trasversali sormontato da un teschio.
Fu restaurato nel 1672, nella forma attuale di residenza munita unitamente alla torre semicilindrica, da Giambattista di Sangro il quale vi abitò stabilmente con la moglie Lella Corvi, figlia del nobile sulmonese Annibale.

Certamente da non tralasciare, parlando del Medio Evo di questo borgo peligno, è la Madonna delle Concanelle, un gruppo ligneo raffigurante una Madonna con Bambino, originariamente conservato nella Chiesa della Madonna della Neve, da alcuni anni esposta al Museo Nazionale d'Abruzzo a L’Aquila.

Si tratta di una testimonianza rara ed importante per questo tipo di rappresentazione poichè, essendo datata 1262 e firmata da Machilonus e Ceparellus suo figlio, artisti spoletini, costituisce unitamente ad altre due Madonne toscane pure datate, un punto di riferimento certo nell'ardua ricostruzione della storia delle sculture in legno.


Castello di Pacentro  - Pacentro
Il castello di Pacentro è uno dei più conservati d'Abruzzo, posizionato sui primi contrafforti del Morrone a 650 metri di quota. È stato anch'esso restaurato dalla Sopraintendenza B.A.A.A.S. per l'Abruzzo ed è in parte visitabile. Una delle prime citazioni documentate è quella del Chronicon Casauriense del secolo XI, ma le strutture attuali riguardano il fortilizio tre-quattrocentesco, la Roccaforte angioina dei Caldora della seconda metà del 1300 e quella dei duchi Cantelmo sotto il regno aragonese. Qui siamo di fronte ad un castello rinascimentale vero e proprio, cioè ad una dimora del feudatario munita per la difesa: inizialmente completava probabilmente un sistema difensivo magellese, proteggendo il paesaggio dalla dalla valle di Sant'Eufemia e Caramanico e quindi l'accesso dalla costa alle zone interne.

Sotto i Cantelmo costituiva invece uno dei quattro vertici del sistema difensivo di questa signoria nella Conca Peligna con i castelli di Prezza, Pettorano e Popoli. Ha pianta trapezoidale, doppia cinta muraria, tre torri prismatiche alte dai 23 ai 24 metri, più antiche nella cinta interna, tre bastioni cilindrici nella cortina esterna, successiva al 1418, e fondazioni di edifici abitativi. Appertenuto con alterne vicende ai Caldora e ai Cantelmo per gran parte dei secoli XIV e XV, passò agli Orsini, ai Colonna e a Maffeo Barberini in quelli successivi fino alla sua alienazione in favore del Comune di Pacentro nel 1957 da parte dell'ultima proprietaria. Il percorso più suggestivo per raggiungere il castello passa attraverso i vicoletti del borgo medievale, partendo dalla piazza maggiore.

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