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venerdì, 30 Luglio 2010
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Castello di Pettorano  - Pettorano sul Gizio
Molto ben conservato grazie anche al recente restauro architettonico, il Castello di Pettorano è attualmente visitabile.
La torre centrale a puntone è di epoca longobarda e probabilmente preesisteva alla cinta esterna con le due torri cilindriche e quella prismatica. Fu costruito nel corso del XII secolo per completare il sistema di fortificazioni difensive dela valle comprendenti Popoli, Pacentro, Vittorito, Prezza, Anversa.
Per la sua posizione strategica, posta a guardia dell’accesso all’altopiano della Cinque miglia e quindi della strada che conduceva alle regioni meridionali e a Napoli, Federico II ne fece dono al figlio Federico.

Pettorano. Dal 1310 il castello divenne feudo dei Cantelmo che lo tennero fino al 1750 e che lo ampliarono e modificarono per renderlo più sicuro e munito, proprio perchè costituì sempre un insediamento difensivo stabile. Nel corso del 1300 il borgo sviluppatosi intorno al Castello venne fortificato ed attualmente se ne rinvengono le porte urbiche superstiti.


Castello di Orsa  - Pratola Peligna
Per secoli ha alimentato antiche leggende tramandate dalle Popolazioni locali. I ruderi del castello di Orsa, in tenimento di Pratola, sino a qualche anno fa erano parte integrante della veduta del monte Orsa, 450 metri di quota, un rilievo minore del Morrone tra Roccacasale e l'Eremo di Sant'Onofrio Probabilmente sorse nel XI secolo come castello appartenente a famiglia nobile. Fondato come residenza munita, solo in epoca successiva acquisì l'aspetto di Castello recinto, tuttavia non è stato mai condotto un rilievo a conferma di questa tesi.

Le sue muraglie si intravedono lungo il pendio alla cui sommità sono i muri superstiti di una torre, ma nel 1426 sappiamo che ce ne erano due ancora in piedi. Al tempo di Guglielmo il Normanno, tra il 1150 e il 1168, fu feudo di Teodino, signore di Orsa e di Acciano, Nel 1170 fu conferito al vescovo di Valva, Oderisio, unitamente ai castelli di Pratola, Popoli, Roccacasale, Prezza e Raiano. Probabilmente è di questa epoca l'impianto del Castello recinto come sviluppo della primitiva torre, per analogia con gli altri fortilizi. Del 1306 è la testimonianza di Paolo, signore di Orsa, al processo di canonizzazione di Pietro da Morrone, il quale aveva visto il Santo Padre compiere alcuni miracoli in Orsa e nelle contrade vicine.

Secondo lo storico Febonio, nel 1329 il Castello di Orsa, feudo dei nobili sulmonesi Quatrario, fu incendiato dai Merolino. Nel 1420 fu attribuito alla città di Sulmona dalla regina Giovanna. Certo è che nel XV secolo Orsa è disabitata: fu improvvisamente abbandonata per motivi non ancora conosciuti: dal 1499 troviamo infatti una serie di documenti provenienti da Santo Spirito dove è citata Orsa diruta oppure Orsa disabitata. Si raggiunge a piedi o con un fuoristrada dalla carrareccia che, dalla frazione di Bagnaturo San Pietro, sale al Colle delle Vacche.


Il Castello di Roccacasale  - Roccacasale
Il recente restauro della Soprintendenza ha restituito a questo monumento parte dell'aspetto originario. Il Castello di Roccacasale è noto sin dal X secolo, allorchè il duca di Spoleto, Adalberto, ritenne necessaria la costruzione di una rocca nella Conca di sulmona per contrastare il passaggio di Arabi e Bizantini verso la Val di Sangro. Alcuni studiosi riferiscono il Castello al secolo XI, ciò contrasterebbe però con la datazione dell'intera serie dei Castelli - recinto fissata ai secoli XII e XIV.

È infatti un Castello - recinto di pendio, costituito cioè da una superficie murata triangolare culminante in una torre di avvistamento, che in questo caso è trapezoidale, che all'occorrenza aveva anche scopo di difesa. Questo tipo di fortilizio, all'origine, era utilizzato solo in caso di pericolo dalle popolazioni sparse sul territorio che vi si rifugiavano con tutti gli armenti e solo successivamente è stato abitato stabilmente dai Baroni De Santis. Questo di Roccacasale va messo in relazione con i castelli recinto del percorso Sulmona - L'Aquila: Popoli, San Pio delle Camere con il quale ha molti riscontri, Barisciano, Fossa. Otticamente era collegato con San Benedetto in Perillis e quindi con i Castelli del piano di Navelli; con Popoli, tramite Corfinio e Vittorito, quindi con Castiglione e la valle del Pescara. Il Castello si raggiunge a piedi, partendo dalla piazza del paese e attraversando il vecchio borgo in parte disabitato.

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