Il paese si trova a 1064 metri, sul versante meridionale della Maiella.
Sorse, probabilmente, su una mansio romana delle vicinanze della via Numicia. I monumenti più importanti del paese sono: la chiesa di Sant’Eustachio, sorta sulle rovine di un tempio pagano dedicato a Giove; la chiesa di San Francesco D’Assisi; la chiesa di San Rocco, del XVI secolo; la casa Quaranta, del XV secolo; la chiesa di San Paolo, di origine romanica, ricostruita nel XVI secolo; il palazzo Ricciardi, del Settecento;il palazzo Nanni, in piazza delle Loggette; il Casone Belprato; il palazzo del Castello; la chiesa di Sant’Antonio, del XIII secolo.
La popolazione agli inizi del ‘900 era di 1322 abitanti; scende a 1195 negli anni ’50, diminuisce ancora, a 892 abitanti, negli anni ’80; per risalire, nel 2001, a 932 abitanti Complessivamente, l’emigrazione, diretta verso l’Inghilterra e l’Australia, non ha provocato uno spopolamento analogo a quello degli paesi dell’Abruzzo interno.
Il modo di produzione tradizionale si basava sull’allevamento ovino e sulla produzione di formaggio. In molti lasciavano in autunno il paese per trasferirsi con le greggi nel Tavoliere pugliese o nell’agro romano. L’agricoltura era marginale: si producevano grano, patate e fagioli, per il fabbisogno della famiglia. L’artigianato era limitato ai lavori tradizionali: fabbri, calzolai, sarti, falegnami ecc.
Oggi Campo di Giove vive di turismo, grazie agli impianti di risalita e al turismo verde legato al Parco Nazionale della Maiella. E’ dotato di strutture alberghiere e di ristorazione, si è diffuso l’agriturismo e strutture per il maneggio e l’ippica.