Il paese sorge a 870 metri d’altezza, al confine tra la Marsica e la Valle Peligna. La zona fu abitata fin dall’antichità, come testimoniano i ritrovamenti archeologici. L’impianto urbanistico attuale è di medievale. Tra i monumenti di maggiore interesse si segnalano: i resti del castello con torre, precedente all’anno Mille; la chiesa della Madonna delle Grazie, del Duecento; la chiesa di San Domenico, meta di pellegrini il primo giovedì di maggio; la chiesa diruta di San Nicola, del XIV secolo; la fontana medievale a tre arcate ogivali.
Cocullo contava, agli inizi del ‘900, 1630 abitanti. Negli anni ’50 mantiene ancora 1187 abitanti, per poi subire la consistente ondata migratoria (verso il Canada, il Venezuela e la Svizzera) che fa scendere la popolazione a 455 unità, negli anni ’80. Oggi il paese ha 416 abitanti.
Il paese è vissuto grazie all’agricoltura, sia pure limitata a causa di terreni non molto produttivi e marginali e a una produzione di sussistenza. Si allevano gli ovini, i bovini e, in misura minore, gli equini. In passato si praticava la transumanza delle greggi verso la Puglia, lungo il tratturo Celano-Foggia. L’artigianato, oltre ai mestieri tradizionali presenti in ogni paese, si distingueva per la lavorazione della ceramica, attività recentemente ripresa. Oggi, oltre ad alcune aziende agricole e altre piccole attività commerciali, gran parte della popolazione si sposta per lavoro a Sulmona, Avezzano, Pescara e L’Aquila e torna in paese la sera o il fine settimana.
A Cocullo, ogni primo giovedì di maggio, devoti locali, pellegrini, turisti e osservatori di ogni età, sesso e condizione percorrono a migliaia le stradine del paese, seguendo la statua di San Domenico brulicante di serpenti. Cocullo si identifica nella festa di San Domenico e gli estranei identificano Cocullo nel paese della festa. Come in un gioco di specchi, residenti ed emigrati, devoti di San Domenico ed estranei si rimandano gli uni con gli altri l’immagine riflessa di un evento capace ormai di condensare tutte le relazioni in cui una società può essere colta (territorio, economia, religione, cultura, istituzioni). Da un anno è aperta la Mostra permanente sulla festa di San Domenico.