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giovedì, 9 Settembre 2010
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Il Sagittario è il principale affluente dell’Aterno-Pescara. Il suo percorso di 21 chilometri nasce sotto l’abitato di Villalago da sorgenti alimentate per infiltrazione delle acque del Lago di Scanno e attraversa una delle più belle e suggestive valli fluviali abruzzesi.
Le splendide gole scavate dal fiume con una millenaria azione erosiva attraverso imponenti strati di rocce calcaree e che portano il suo nome si aprono nella Valle Peligna.
Conosciuto nell’antichità con il nome di Flaturnum e di Frigidum e citato da D’Annunzio nella “Fiaccola sotto il moggio” deve il nome attuale all’impetuosità delle sue acque, solo di recente imbrigliate e disciplinate.
Dagli anni ‘20, infatti, nel tratto più suggestivo, quello appunto che attraversa le Gole, il Sagittario è ormai del tutto asciutto perché viene captato dall’ENEL per alimentare una centrale elettrica. In questo tratto la vegetazione idrofila un tempo rigogliosa, ormai scomparsa, ha lasciato il posto, ad un fitto bosco di aceri ed ornelli (Fraxinus ornus).
Il fiume riprende vita solo nei pressi del paese di Anversa degli Abruzzi.
Qui all’interno della riserva naturale delle Gole del Sagittario le copiose “sorgenti del Cavuto” fanno riapparire la preziosa vegetazione acquatica e specie come il muschio Fontinalis antipiretica, buon indicatore biologico, testimoniano la purezza delle acque.
Qui nuota la trota macrostigma (Salmo trutta macrostigma), specie sempre più rara nell’Italia peninsulare, che si ritrova più abbondante soltanto nei fiumi alpini e nelle acque della Sardegna. Sulle rive del fiume, insieme alla ballerina gialla (Motacilla cinerea), i più fortunati potranno vedere il bizzarro merlo acquaiolo (Cinclus cinclus) mentre si tuffa nelle gelide acque in cerca di larve e pupe di insetti di cui si nutre o l’airone cenerino (Ardea cinerea) appostato immobile in attesa di catturare un pesce.
La vegetazione ripariale, nei tratti meno incassati, è composta da salici bianchi (Salix alba) e purpurei (Salix purpurea), pioppi e dalla sempre più sporadica rovere (Quercus petrea).
Dopo le Gole passa sotto l’abitato di Bugnara; superata Sulmona riceve le acque dei fiumi Gizio e Vella e attraverso la Valle Peligna continua scorrendo verso Nord.
Nei pressi dell’abitato di Popoli (PE) si getta nel fiume Aterno per andare a formare qualche chilometro più a valle il Pescara.
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