Il lago di Scanno è un lago di sbarramento. La formazione del bacino si deve ad una frana staccatasi dal monte Rava che ha ostruito il corso del fiume Tasso. La causa di tale crollo è stata a lungo attribuita al terremoto del 217 a.c. testimoniato dai testi di Tito Livio. Recenti studi geologici condotti dall’Università “La Sapienza” di Roma hanno datato l’evento tra l’era glaciale e il successivo periodo postglaciale.
Quello che risulta uno dei laghi naturali montani più ampi in Italia riflette la natura in cui è immerso e ha un’estensione media di un kmq, raggiungendo nel momento di massima piena una profondità di 36 m.
Ricco di vegetazione, deve il colore delle sue acque, tendenzialmente verdi, alla presenza di fitoplancton formato in prevalenza di alghe e microalghe.
Unico immissario in superficie è il Fiume Tasso, mentre mancano emissari superficiali che dal lago si riversino lungo la Valle del Sagittario; la stabilità del livello delle acque è dovuta alla presenza di emissari sommersi, essendo minima l’evaporazione per l’andamento del regime climatico nel corso delle stagioni.
Al pari della varietà di vegetazione il lago è ricco di fauna ittica: trote (Salmo trutta fario), tinche (Tinca tinca), anguille (Anguilla anguilla), scardole (Scardinius erythrophthalmus), persico reale (Perca fluviatilis) e il pregiato coregone (Coregonus sp. (forma hybrida)) sono le specie prevalenti; queste ultime in particolare nel corso degli ultimi anni hanno però risentito della concorrenza di carpe (Cyprinus carpio), cavedani (Leuciscus cephalus) e persico trota (Micropterus salmoides) specie introdotte senza una valutazione preventiva della possibile coabitazione con quelle locali.
Sulla superficie del lago nel corso delle stagioni ai germani reali si accompagnano svassi (Podiceps cristatus), aironi cenerini (Ardea cinerea), gallinelle d’acqua (Gallinula chloropus), moriglioni (Aythya ferina), cavalieri d’Italia (Himantopus himantopus) ecc. che lo animano di vita e di colori attirando l’attenzione di gitanti e passanti. Il lago, che costituisce un patrimonio ambientale di notevole interesse sia per la sua altitudine che per la sua origine e conformazione, negli anni ha contribuito allo sviluppo del sistema economico dell’alta valle, sopportando anche l’inquinamento causato dai residui urbani del centro abitato e dall’irrazionale e insensata occupazione delle rive con abitazioni e insediamenti.
Fonte inesauribile di alimenti per i locali, proprio per la sua pescosità è stato all’origine di attriti con chi nel lago vedeva una risorsa da sfruttare e saccheggiare periodicamente, senza rispetto per i cicli di riproduzione della fauna ittica e per le più elementari regole di gestione condivisa della risorsa. Con il mutare dei tempi alla tradizionale presenza di pescatori sulle rive o in barca si è affiancata quella di bagnanti e turisti in pedalò. Negli ultimi tempi cresce la schiera degli sportivi che giungono sulle sponde del lago per praticare sport come il surf o la canoa.
I contorni del lago sono ricchi di vegetazione: Roverella (Quercus pubescens), Pioppi (gen. Popolus), Salici (gen. Salix) e Tigli (Tilia platyphyllos) tipici esempi di vegetazione ripariale.
In inverno quando le temperature scendono al di sotto dello zero, il lago, diventa una preziosa fonte di liquidi, ma anche di cibo per molti animali e non è impossibile imbattersi in un cervo (Cervus elaphus) o una volpe (Vulpes vulpes) che si abbeverano nelle acque del lago che non gelano mai completamente.