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Le vie dell'olio

Le vie dell'olioLa coltivazione dell’ulivo ha tradizioni millenarie: l’albero d’argento ammanta le dolci colline risalendo lungo le pendici dei monti più impervi fino a più di 600 metri di quota. I robusti tronchi ritorti, vecchi di secoli ma ancora produttivi, si ergono imponenti a testimonianza di un passato in cui l’olivicoltura era rigogliosa e dispensatrice di benessere. La produzione di olio d’oliva iniziò ad essere fortemente mortificata a partire dalla decadenza dell’impero romano. Le scorrerie delle orde barbariche prima e le angherie dei signorotti locali nel periodo medievale relegarono la produzione di olio in un ambito esclusivamente locale: si ridussero gli scambi, declinò il commercio e si andò affermando un tipo di economia agricola chiusa che con tali connotazioni giungerà fino ai nostri giorni. La sopravvivenza della coltura dell’olivo in ambito familiare e nei monasteri, ha avuto, tuttavia, dei risvolti positivi: nei secoli è stata operata una selezione di cultivar che, preservate gelosamente dagli olivicoltori, sono state trasmesse di generazione in generazione.
Dal secondo dopoguerra del secolo scorso i produttori abruzzesi coltivano olio extravergine composto almeno dall'80% delle varietà Dritta, Leccino e Toccolana provenienti dall'oliveto certificato); quella delle Colline Teatine ( olio extravergine composto dal 50% della varietà Gentile di Chieti , associata al Leccino); infine il Pretuziano delle Colline Teramane ( olio extravergine composto almeno dal 75% complessivo della varietà Leccino, Frantoio e Dritta provenienti dall'oliveto certificato, associata ad altre varietà come il Tortiglione, la Carboncella e la Castiglionese).
L'olivo però è anche coltivato nelle valli Peligna e del Tirino: l’olio che si ricava dalle varietà Gentile e Rustica è un extravergine fruttato, dal colore tendente al verde e dal profumo intenso con sentori erbacei. In alcune annate spiccano delle note di amaro e piccante fortemente tipiche. Sempre in queste zone si produce una varietà da tavola chiamata oliva n’dosso.

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