Il 17 gennaio Sant’Antonio abate era festeggiato nel mondo rurale: aveva il compito di salvaguardare soprattutto il maiale. Se l’animale moriva, infatti, il più delle volte la famiglia faceva la fame.
Il 24 giugno, San Giovanni, patrono di Cansano, si festeggia con la celebrazione della messa e successivamente con la processione che sfila per le vie del paese con la statua del Santo. La sera, in piazza, c’è il concerto della banda. 25 giugno si festeggiano San Nicola e Sant’Antonio da Padova.
Il 6 e il 7 agosto si festeggia San Donato, protettore dall’epilessia.
Dal 1990 fino al 1997 è stata organizzata la Sagra dell’agnello.
Il 6 Dicembre, San Nicola, è una festa dalle radici molto antiche, ricordata non solo da Cansano, ma anche da Campo di Giove; infatti i campogiovesi scendevano alla Pujètta (Cansano era chiamata in questo modo in quanto era posta geograficamente più in basso rispetto a Campo di Giove) per prendere le pagnotte benedette, che venivano ammassate per questa festa. Queste pagnottelle si ottenevano con la pasta di pane speziato con semi di anice e venivano stipate in grossi sacchi e portate nelle chiesa di San Nicola per essere benedette. Alcune donne preparavano questi pani, anche per avere in cambio una grazia. Nella chiesa era preparata una bilancia a due piatti sostenuta da una lunga catena pendente dal soffitto, il rito consisteva nel pesare prima la donna che offriva il pane e poi il pane offerto, quest’ultimo doveva avere un peso maggiore. Dopo la messa le pagnottelle venivano distribuite a tutti i presenti, erano distribuite ai poveri e ai malati; nei tempi antichi tutti i cansanesi, con la neve e col freddo, salivano sul monte dove era situata la chiesa di San Nicola. In questo giorno si chiedeva al Santo l’abbondanza nel raccolto e la protezione da ogni calamità.
La notte del 31 dicembre gruppi di giovani giravano il paese ed eseguivano i canti di questua. Si chiedevano beni alimentari alle famiglie più ricche, che dovevano donare per ben augurio.